Le competenze sono nel dispositivo
20 January 2010 di Dario ZucchiniDa metà anni ‘90 fino al ForTIC ci siamo aggiornati per avere le competenze necessarie a gestire le reti LAN delle scuole. E così fiumi di ragionamenti su server, policy, account, domain controller, samba, restrizioni, profili utente, tutte cose oggettivamente complicate, non adatte alla realtà scolastica e che ci portano via ore e ore di aggiornamento e di manutenzione. Poi, pian piano, ci siamo accorti che a far funzionare una rete basta un router da 50 euro, mentre gli ingombranti e dispendiosi “server di rete” sia linux che windows non “servono” quasi a nulla… non ci danno maggiori garanzie sulla rete, non proteggono da virus e manomissioni e, anzi, sono loro stessi da proteggere e mantenere!
A dare il colpo di grazia agli inutili server nelle classi e nei laboratori ci pensa una nuova generazione di dispositivi pronti per l’uso: in realtà sono sempre dei server ma non hanno bisogno di installazione e di manutenzione. Sono dispositivi semplicissimi da usare e configurare e, con pochi clic, anche un insegnante non esperto di tecnologie può facilmente condividere, stampare e gestire utenti.
Le competenze necessarie a diventare amministratore di rete sono finite nel dispositivo, i consumi si sono ridotti del 90%, i costi frazionati, e non serve neanche più la manutenzione!
Ma quali sono questi dispositivi così competenti?
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Tra le varie funzioni disponibili, la più interessante in questo momento, è sicuramente la lavagna condivisa che consente ai docenti “armati” di LIM di trasmettere le lezioni agli studenti collegati in rete o di interconnettere più LIM per lavorare tra classi distanti. Altra funzione utile è quella che consente ai docenti di condividere le proprie lezioni on-line, una sorta di youtube per l’elearning.
Mi è stato chiesto di “ristrutturare” il capitolato tecnico di riferimento per l’acquisto di una Lavagna Interattiva Multimediale. Le scuole possono scaricare il documento dal sito dell’USR Piemonte o dal sito dell’Associazione Dschola e utilizzarlo o personalizzarlo per i prossimi eventuali acquisti di LIM o Classi 2.0.
A parte rare e lodevoli eccezioni si compongono di banchi di recupero sui quali vengono appoggiati i PC con vistosi cablaggi nei muri e fili penzolanti che raggiungono i PC. Per attrezzare le aule in questo modo i comuni spendono migliaia di euro affidando i lavori ad elettricisti che, in assenza di indicazioni, buonsenso e progettazione, montano canaline nei muri non sotto il piano dei tavoli ma sopra, spesso molto in alto, lasciando quindi tutti i cablaggi a vista. Le canaline, poi, teminano spesso su un tavolo dove viene appoggiato uno switch (quasi sempre un modello più caro del necessario) e rarissime volte in un armadietto di rete.
Con questa accoppiata di lavagna+videoproiettore integrati si eliminano quasi del tutto ombre e riflessi e le pericolanti staffe sospese sulla testa degli studenti. Non solo ma l’assenza di “carichi sporgenti” semplifica le operazioni di installazione e consente di posizionare la LIM anche in basso, su un pavimento, o in orizzontale su un tavolo consentendo così finalmente di farla utilizzare ai bambini più piccoli. La quasi totale assenza di ombre e la possibilità di utilizzarla direttamente con le mani e non con scomodi gessetti elettronici la rende un prodotto davvero usabile per tutti gli studenti anche per i portatori di handicap. 