Mac Mini Server: il web 2.0 in una scatola.
22 February 2010 di Dario ZucchiniAbbiamo testato nei laboratori Dschola un nuovissimo Mac Mini Server. Si tratta un prodotto che, pur essendo molto simile, per dimensioni e semplicità di utilizzo, ai server NAS (dischi di rete), si differenzia da questi ultimi per essere un server vero e proprio. A differenza dei tradizionali server Windows e Linux le competenze necessarie al suo funzionamento sono già comprese nel dispositivo e non dobbiamo essere dei super amministratori di rete per poterlo usare.
Il server è davvero molto piccolo, come una scatola dei biscotti. Abituati ad altri sistemi operativi che, ormai da anni, vengono forniti senza istruzioni, il Mac Mini Server ci delizia anche con un pratico manualetto in inglese. Costa meno di 1000 euro, ha già il sistema operativo preinstallato, e consuma un quinto di un normale server: facendo un breve calcolo, il Mac Mini Server, in un anno di esercizio, ci può fare risparmiare alcune centinaia di euro di energia elettrica rispetto ad un server tradizionale, per non parlare della minore produzione di CO2 a cui oggi siamo tutti più sensibili di un tempo.
Snow Leopard Server permette di collegare un numero illimitato di utenti Mac e PC senza costi di licenza per client/utente. La politica delle licenze illimitate si adatta particolarmente bene alle scuole che, nei laboratori, si trovano ad avere un numero di computer e di utenti tipicamente più alto di quello delle piccole e medie aziende, pur non disponendo di fondi adeguati alla gestione dell’infrastruttura ICT e, tantomeno, delle licenze.
Possiamo inserire questo server in qualsiasi ambiente di rete perchè è compatibile con tutti i sistemi operativi moderni (Windows, Linux, Mac OS X) e può agevolmente sostituire sia i server Windows che i server Linux semplificandoci di molto le operazioni di amministrazione e di manutenzione.
Continua »
Della serie “Le competenze sono nel dispositivo”, oggi parliamo dei NAS (network attached storage) ovvero degli hard disk che si collegano direttamente nella nostra rete locale e che svolgono quasi tutte le funzioni di un server con molto meno ingombro, rumore, costi, manutenzione e consumo.
Tra le varie funzioni disponibili, la più interessante in questo momento, è sicuramente la lavagna condivisa che consente ai docenti “armati” di LIM di trasmettere le lezioni agli studenti collegati in rete o di interconnettere più LIM per lavorare tra classi distanti. Altra funzione utile è quella che consente ai docenti di condividere le proprie lezioni on-line, una sorta di youtube per l’elearning.
Mi è stato chiesto di “ristrutturare” il capitolato tecnico di riferimento per l’acquisto di una Lavagna Interattiva Multimediale. Le scuole possono scaricare il documento dal sito dell’USR Piemonte o dal sito dell’Associazione Dschola e utilizzarlo o personalizzarlo per i prossimi eventuali acquisti di LIM o Classi 2.0.
A parte rare e lodevoli eccezioni si compongono di banchi di recupero sui quali vengono appoggiati i PC con vistosi cablaggi nei muri e fili penzolanti che raggiungono i PC. Per attrezzare le aule in questo modo i comuni spendono migliaia di euro affidando i lavori ad elettricisti che, in assenza di indicazioni, buonsenso e progettazione, montano canaline nei muri non sotto il piano dei tavoli ma sopra, spesso molto in alto, lasciando quindi tutti i cablaggi a vista. Le canaline, poi, teminano spesso su un tavolo dove viene appoggiato uno switch (quasi sempre un modello più caro del necessario) e rarissime volte in un armadietto di rete.
Con questa accoppiata di lavagna+videoproiettore integrati si eliminano quasi del tutto ombre e riflessi e le pericolanti staffe sospese sulla testa degli studenti. Non solo ma l’assenza di “carichi sporgenti” semplifica le operazioni di installazione e consente di posizionare la LIM anche in basso, su un pavimento, o in orizzontale su un tavolo consentendo così finalmente di farla utilizzare ai bambini più piccoli. La quasi totale assenza di ombre e la possibilità di utilizzarla direttamente con le mani e non con scomodi gessetti elettronici la rende un prodotto davvero usabile per tutti gli studenti anche per i portatori di handicap. 